{"id":2393,"date":"2016-01-12T11:17:07","date_gmt":"2016-01-12T10:17:07","guid":{"rendered":"https:\/\/strange-ramanujan.87-106-170-239.plesk.page\/?p=2393"},"modified":"2016-01-12T11:20:26","modified_gmt":"2016-01-12T10:20:26","slug":"funky-tomato-il-pomodoro-che-dice-di-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/desparma.org\/?p=2393","title":{"rendered":"Funky Tomato: il pomodoro che dice di no"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/pomodoro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2395\" src=\"https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/pomodoro-300x95.jpg\" alt=\"pomodoro\" width=\"186\" height=\"59\" \/><\/a><\/p>\n<p>La storia dell\u2019azienda a\u00a0filiera corta e partecipata che dice no al caporalato<span id=\"more-2878\"><\/span><\/p>\n<p>Pubblichiamo l\u2019articolo di Huffingtonpost dal titolo \u201c<a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2015\/09\/10\/funky-tomato-no-caporalato_n_8118232.html\" data-slimstat-async=\"false\" data-slimstat-callback=\"true\" data-slimstat-tracking=\"true\" data-slimstat-type=\"0\" data-slimstat-clicked=\"false\">Funky Tomato<\/a>\u201d<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Esiste <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2015\/08\/27\/martina-piano-contrasto-caporalato_n_8049052.html\" target=\"_hplink\" data-slimstat-async=\"true\" data-slimstat-callback=\"false\" data-slimstat-tracking=\"true\" data-slimstat-type=\"0\" data-slimstat-clicked=\"false\">un\u2019alternativa al caporalato<\/a>. Pu\u00f2 sembrare retorica, ma su mezzo ettaro di terra spalmato tra Puglia e Basilicata \u00e8 gia realt\u00e0. Una chiave possibile sta nelle mani di<a href=\"http:\/\/www.funkytomato.it\/\" target=\"_hplink\" data-slimstat-async=\"true\" data-slimstat-callback=\"false\" data-slimstat-tracking=\"true\" data-slimstat-type=\"0\" data-slimstat-clicked=\"false\">Funky Tomato<\/a>, una azienda che coltiva, raccoglie e imbottiglia pomodoro a filiera partecipata. Opponendo al pagamento a cottimo dei lavoratori un regolare contratto. E facendosi finanziare dai propri clienti: chi crede nel progetto ha pre-acquistato i prodotti, 20mila bottiglie di salsa, pelati e pomodori a pezzi.<\/p>\n<div class=\"video-container\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"track 1_FUNKY TOMATO: INTRO\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/N4PhxPlHTww?feature=oembed&#038;wmode=opaque\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p>Il team all\u2019origine dell\u2019iniziativa ha i piedi ben piantati nell\u2019agricoltura. Paolo \u00e8 agricoltore, come Gervasio, Giulia fa monitoraggio per le condizioni sanitarie dei braccianti, Mimmo \u00e8 un sociologo, Enrico \u00e8 un perito agrario, Giovanni \u00e8 ingegnere, Mamadou \u00e8 mediatore culturale, Giordano si occupa della comunicazione. Nella zona dove hanno scelto di lavorare e in altre del sud Italia, <strong><a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2014\/07\/04\/dark-side-italian-tomato-verita-oscura-pomodori-italiani_n_5557927.html\" target=\"_hplink\" data-slimstat-async=\"true\" data-slimstat-callback=\"false\" data-slimstat-tracking=\"true\" data-slimstat-type=\"0\" data-slimstat-clicked=\"false\">la filiera del pomodoro<\/a>\u00a0coinvolge migliaia di agricoltori e un centinaio di stabilimenti di trasformazione, per un giro d\u2019affari annuo compreso tra 1,5 e 2 miliardi di euro<\/strong>. Centinaia di baracche e di casolari abbandonati nelle campagne diventano le case di migliaia di braccianti stranieri che rispondono alle <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/sergio-cofferati\/le-morti-dei-braccianti-contro-il-caporalato_b_8043662.html\" target=\"_hplink\" data-slimstat-async=\"true\" data-slimstat-callback=\"false\" data-slimstat-tracking=\"true\" data-slimstat-type=\"0\" data-slimstat-clicked=\"false\">leggi del caporalato, del pagamento a cottimo<\/a> (3,5 euro per un cassone di pomodori da 300Kg), delle irregolarit\u00e0 contrattuali.<\/p>\n<p>\u201cIl nostro obiettivo era trovare un\u2019alternativa al caporalato per i migranti che arrivano nel nostro territorio alla ricerca di impiego\u201d, spiega ad HuffPost Paolo Russo, membro della squadra che ha lanciato il progetto, \u201cperci\u00f2 dovevamo garantire loro una quantit\u00e0 abbastanza alta di giorni. Il minimo di giornate lavorative per ottenere il sussidio di disoccupazione agricola \u00e8 52. Abbiamo offerto loro questo e un regolare contratto bracciantile stagionale da 39 ore settimanali, a 47 euro per 6 ore e 40.\u201d Con questi standard, Funky Tomato ha potuto permettersi di assumere quattro dipendenti: Mamadou, senegalese, Yakouba e Walim, entrambi burkinab\u00e9, e Anita, una giovane mamma italiana precaria. \u201cQuesto \u00e8 il senso dell\u2019aggettivo \u2018funky\u2019, che viene usato per indicare una contaminazione tra generi musicali diversi. \u00c8 lo stesso per <strong>i migranti: contaminano e arricchiscono la nostra cultura, sono una risorsa enorme e non elementi di passaggio<\/strong>\u201c, aggiunge Russo.<\/p>\n<p>La <a href=\"http:\/\/www.funkytomato.it\/mamadou-uomo-libero\/\" target=\"_hplink\" data-slimstat-async=\"true\" data-slimstat-callback=\"false\" data-slimstat-tracking=\"true\" data-slimstat-type=\"0\" data-slimstat-clicked=\"false\">storia di Mamadou<\/a> \u00e8 esemplare. \u201cQuando l\u2019abbiamo conosciuto, in un appartamento di Rosarno, ascoltava Radio Radicale per ore\u201d, raccontano i suoi compagni di viaggio. Mamadou in Senegal faceva il pescatore e quando \u00e8 arrivato in Italia si \u00e8 messo a fare il buttafuori nelle discoteche. Poi \u00e8 rimasto senza lavoro, ma non ha voluto cedere al caporalato: \u201cIo sono un uomo libero\u201d. Ora \u00e8 uno dei protagonisti del progetto. Come lui, anche gli altri due lavoratori Yakouba e Walim, hanno rifiutato il lavoro ingiusto dopo averlo sperimentato; hanno sentito diffondersi la voce che Funky Tomato cercava delle persone e hanno deciso di fare un tentativo. \u201cSono loro ad avere scelto noi, non il contrario\u201d, ci racconta Russo, \u201ce noi siamo contenti di fare conoscere loro un modello non industriale e intensiva, perch\u00e9 capiscano che l\u2019agricoltura non \u00e8 solo sfruttamento ma artigianato e qualit\u00e0. Qui acquisiscono delle capacit\u00e0, imparano delle mansioni che possono tornargli utili per trovare altri lavori. Vorremmo iniziare a collaborare con gli Sprar: i migranti non devono essere visti come manovalanza ma essere aiutati a diventare tecnici con specifiche competenze\u201d.<\/p>\n<p>Certo, il lavoro \u00e8 impegnativo. Resistere al mercato con una azienda piccola, artigianale e biologica, non \u00e8 semplice. Il prezzo di 1,70 euro per chilo di prodotto trasformato \u00e8 alto rispetto ai prodotti industriali, ma basso rispetto ad altri nati sotto una simile stessa etica produttiva. Gli acquirenti sono principalmente ristorazioni che a loro volta fanno micro-distribuzione, distributori equo solidali, minori, qualche privato. \u201cVolevano diventare utili per un\u2019economia virtuosa\u201d, spiega Russo, \u201ccreare qualcosa che durasse nel tempo e creasse continuit\u00e0 territoriale. Ci stiamo riuscendo, si \u00e8 creato un gruppo bellissimo. Ora miriamo a continuare, espanderci, magari sviluppare un progetto simile con l\u2019olio. Ripartiremo con i pomodori la prossima primavera\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia dell\u2019azienda a\u00a0filiera corta e partecipata che dice no al caporalato Pubblichiamo l\u2019articolo di Huffingtonpost dal titolo \u201cFunky Tomato\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2393","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-des"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2393"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2393\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2399,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2393\/revisions\/2399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}