{"id":5604,"date":"2021-10-06T16:16:16","date_gmt":"2021-10-06T14:16:16","guid":{"rendered":"https:\/\/strange-ramanujan.87-106-170-239.plesk.page\/?p=5604"},"modified":"2021-10-06T16:16:17","modified_gmt":"2021-10-06T14:16:17","slug":"sovranita-alimentare-e-diritto-di-accesso-al-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/desparma.org\/?p=5604","title":{"rendered":"Sovranit\u00e0 alimentare e diritto di accesso al cibo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/autore\/luca-giacomelli\">Luca Giacomelli&nbsp;<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/autore\/alessandro-cocchi\">Alessandro Cocchi&nbsp;<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/autore\/agnese-pacinico\">Agnese Pacinico&nbsp;<\/a><a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#_ftnautore\">**<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ultime crisi globali, da quella finanziaria del 2008 a quella pandemica del 2020-2021, ripropongono con forza all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica e dei decisori di tutto il mondo il tema dell\u2019autosufficienza e della &#8220;sovranit\u00e0 alimentare&#8221;, intesa come autonomia e controllo nazionale delle risorse alimentari. Il tema ha profonde implicazioni economiche, politiche e giuridiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1.<\/strong>&nbsp;\u00abDobbiamo (\u2026) riconoscere che l\u2019epidemia ha messo in evidenza la rilevanza strategica della sovranit\u00e0 sanitaria, intesa come autonomia nazionale e controllo sui presidi sanitari, i farmaci, le attrezzature, la formazione del personale, ma anche della sovranit\u00e0 alimentare (autonomia e controllo nazionale delle risorse alimentari) (\u2026)\u00bb. Cos\u00ec scrivevamo un anno fa, riflettendo sulle prospettive della cooperazione internazionale allo sviluppo \u00abnel mondo del dopo-virus\u00bb<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota1\">[1]<\/a>. Allora era tutt\u2019altro che chiaro se e quando saremmo usciti dal tunnel della pandemia n\u00e9 quanto questa avrebbe ulteriormente allargato il divario tra le economie del Nord e del Sud del Mondo. Oggi, alla luce delle macroscopiche asimmetrie con cui i diversi paesi del pianeta riescono ad approvvigionarsi di vaccini e a somministrarli ai propri cittadini, si pu\u00f2 affermare con sicurezza che il tema della sovranit\u00e0 sanitaria \u2013 ovvero l\u2019abilitazione all\u2019esercizio di un controllo politico ed economico effettivo sulle risorse che garantiscono l\u2019accesso di una collettivit\u00e0 alle cure di base \u2013 si pone oggi con forza ancor maggiore di un anno fa. L\u2019ipotesi di una temporanea sospensione dei brevetti sui vaccini e di una liberalizzazione della loro produzione per far fronte alla domanda mondiale, \u00e8 riconducibile proprio alla questione della sovranit\u00e0 sanitaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meno discussa, ma non meno rilevante a livello globale, \u00e8 il tema della sovranit\u00e0 alimentare, un argomento multidimensionale che nelle prossime pagine si affronta dal punto di vista economico, politico e giuridico. Nella sua declinazione economica, la questione della sovranit\u00e0 alimentare richiama l\u2019incidenza dell\u2019approvvigionamento alimentare sulla bilancia commerciale e il peso strategico che l\u2019autonomia o la dipendenza alimentare dall\u2019estero pu\u00f2 avere sul posizionamento economico e politico sul mercato globale di un paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti paesi del mondo, anche tra i \u00abpaesi ricchi\u00bb, non sono autosufficienti dal punto di vista alimentare, ma compensano l\u2019importazione di prodotti agroalimentari con l\u2019esportazione di materie prime, manufatti e servizi. In molti casi \u00e8 una scelta obbligata, in quanto la sproporzione tra popolazione residente e risorse agricole proprie \u00e8 incolmabile, come \u00e8 il caso ad esempio del Giappone o della Gran Bretagna<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota2\">[2]<\/a>. Per i colossi del mondo l\u2019autosufficienza alimentare \u00e8 invece un obiettivo strategico di fondamentale importanza, da perseguire ad ogni costo, al pari della difesa militare dei propri confini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Cina, con una popolazione che si aggira intorno al miliardo e quattrocento milioni di abitanti, \u00e8 sempre stata storicamente dipendente dalle importazioni di cereali dall\u2019estero, soprattutto dagli Stati Uniti (principalmente soia e mais). Pressata dalla guerra dei dazi promossa da Trump, la Cina ha tuttavia reagito dichiarando nel suo&nbsp;<em>Rapporto 2019 sullo Sviluppo del Settore Agricolo della Cina<\/em>&nbsp;di non temere pi\u00f9 di restare a corto di scorte senza gli approvvigionamenti alimentari dall\u2019estero. Secondo questo rapporto, la Cina \u00e8 pronta a raggiungere \u00abl\u2019autosufficienza alimentare di base in materia di cereali e la sicurezza alimentare assoluta\u00bb<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota3\">[3]<\/a>. L\u2019obiettivo \u00e8 raggiungibile anche grazie a quella politica di sistematica acquisizione di suoli agricoli nel mondo<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota4\">[4]<\/a>, soprattutto in Africa e in America Latina, conosciuta come&nbsp;<em>land grabbing<\/em>: accaparramento di terra. Una politica che viene da lontano, perseguita negli ultimi decenni con lungimiranza spietata e applicata dal governo cinese con ogni mezzo, dalla corruzione politica all\u2019evacuazione forzata delle popolazioni native<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota5\">[5]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019<em>Outlook Conference 2021-2030<\/em>&nbsp;del Ministero dell\u2019Agricoltura cinese del 23 Aprile 2021, il vice ministro Yu Kangzhen ha dichiarato che nel 2021 la produzione interna cinese assicurer\u00e0 \u00ababsolute security in staples food\u00bb, assoluta sicurezza in alimenti di base<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota6\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la Federazione Russa \u2013 sotto la spinta delle sanzioni europee che nel 2014 fecero seguito all\u2019occupazione della Crimea da parte delle truppe di Mosca \u2013 \u00e8 oggi completamente autosufficiente in quanto a prodotti alimentari di base e sta attivamente sviluppando il potenziale di esportazione. Negli ultimi sei anni la Russia ha ridotto di un terzo le sue importazioni alimentari, passando da $ 43,3 miliardi nel 2013 a $ 30 miliardi nel 2019. Il costante sviluppo del settore agroindustriale e l&#8217;autosufficienza hanno consentito alla Russia di passare da un modello produttivo orientato alla sostituzione delle importazioni a un modello orientato all&#8217;esportazione. Le esportazioni agricole russe sono aumentate del 150% e hanno totalizzato $ 25,6 miliardi alla fine del 2019 rispetto ai $ 16,8 miliardi nel 2013<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota7\">[7]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stati Uniti d\u2019America sono da sempre autosufficienti dal punto di vista alimentare ed esportatori netti di prodotti agricoli, soprattutto cereali. Il&nbsp;<em>Self Sufficiency Ratio<\/em><a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota8\">[8]<\/a>&nbsp;degli Stati Uniti d\u2019America supera il 120% e consente loro di utilizzare l\u2019embargo agricolo come deterrente commerciale nelle relazioni internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Italia \u00e8 divenuta, solo negli ultimissimi anni, un esportatore netto di prodotti agroalimentari, con un saldo attivo della bilancia commerciale del comparto di oltre 3 miliardi di Euro nell\u2019anno della pandemia (2020). L\u2019export agroalimentare italiano \u00abvale\u00bb oltre 45 miliardi di Euro e rappresenta circa il 10% dell\u2019intero&nbsp;<em>export<\/em>&nbsp;nazionale<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota9\">[9]<\/a>. Una crescita straordinaria se si considera che nel 2007 il SSR italiano era intorno al 63% (FAO).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema dell\u2019autosufficienza alimentare \u00e8 invece drammatico nei paesi economicamente pi\u00f9 fragili, nei paesi pi\u00f9 aggrediti dal cambiamento climatico (ad esempio quelli dell\u2019area saheliana) e nei paesi privi di risorse, tanto tecnologiche che naturali: in quelle realt\u00e0 economiche, insomma, dove il potenziale di interscambio con l\u2019estero \u00e8 minato da debolezze strutturali dell\u2019apparato produttivo, da un\u2019iniqua distribuzione della terra, da una crescita demografica che eccede la capacit\u00e0 di crescita economica interna o da un rapido deterioramento delle risorse naturali (acqua, suolo). In questi paesi, soprattutto in Africa e in America Latina, l\u2019autonomia alimentare non si misura quindi solo in termini di bilancia commerciale, ma anche e soprattutto in termini di capacit\u00e0 di autodeterminazione tecnologica e normativa, di rispetto di diritti fondamentali \u2013 come l\u2019accesso alla terra e all\u2019acqua \u2013 e di partecipazione dei produttori alla formazione del valore aggiunto nelle filiere agroalimentari. E\u2019 in queste realt\u00e0 che nasce e si elabora, fin dalla met\u00e0 degli anni \u201990, l\u2019idea stessa di sovranit\u00e0 alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo consapevoli che il termine &#8220;sovranit\u00e0&#8221; rischia di richiamare alla mente il suo derivato &#8220;\u2026ismo&#8221;, entrato recentemente nel lessico politico italiano come edulcorata alternativa al termine &#8220;nazionalismo&#8221;. Qui cercheremo di restituire a questo termine tutta la dignit\u00e0 politica e giuridica che merita, soprattutto in rapporto al tema dell\u2019alimentazione che, come vedremo, trascina con s\u00e9 un insieme di corollari collegati direttamente ai diritti fondamentali dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2.<\/strong>&nbsp;Il concetto di sovranit\u00e0 alimentare, inteso come autonomia e controllo nazionale delle risorse alimentari, ottiene risonanza internazionale durante il&nbsp;<em>World Food Summit&nbsp;<\/em>indetto dall\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite per l\u2019alimentazione e l\u2019agricoltura (FAO) tenutosi a Roma nel 1996. In quell\u2019occasione il Movimento Contadino Internazionale,&nbsp;<em>La Via Campesina<\/em>, defin\u00ec la sovranit\u00e0 alimentare come \u00abil diritto dei popoli, delle comunit\u00e0 e dei paesi di definire le proprie politiche agricole del lavoro, della pesca, del cibo e della terra che siano appropriate sul piano ecologico, sociale, economico e culturale alle loro realt\u00e0 uniche\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cornice all\u2019interno della quale si sviluppa il tema della sovranit\u00e0 alimentare \u00e8 costituita dallo spazio rurale e dalle sue dinamiche, in cui sono inclusi gli abitanti coinvolti in attivit\u00e0 di produzione agricola \u2013 piccoli e medi proprietari terrieri e contadini \u2013, pastorizia, pesca, o nelle molteplici attivit\u00e0 connesse con l\u2019economia forestale. Nonostante le aree rurali e le popolazioni che vi abitano siano tutt\u2019altro che socialmente ed economicamente irrilevanti a livello globale, esse vengono spesso considerate marginali nella duplice declinazione di effettiva marginalit\u00e0 geografica \u2013 si parla, nella maggior parte dei casi, dei paesi del Sud del mondo \u2013 ed in quella di marginalit\u00e0 politica nell\u2019agenda delle&nbsp;<em>policies<\/em>&nbsp;nazionali ed internazionali. Questi aspetti fanno s\u00ec che, nelle suddette aree, l\u2019accesso al reddito, alle informazioni, ai capitali e a qualsiasi servizio di supporto da parte dello Stato sia altamente limitato, cos\u00ec come la partecipazione ad attivit\u00e0 sociali e la possibilit\u00e0 di incidere nelle decisioni collettive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019avvio della riflessione sul tema della sovranit\u00e0 alimentare promosso da&nbsp;<em>La Via Campesina<\/em>, si delinea un nuovo approccio al problema dell\u2019insicurezza alimentare, che pone coloro che producono, distribuiscono e consumano alimenti nel cuore dei sistemi e delle politiche alimentari e al di sopra delle esigenze dei mercati e delle imprese. L\u2019approccio che propone&nbsp;<em>La Via Campesina&nbsp;<\/em>\u00e8, infatti, rivoluzionario rispetto al paradigma neoliberista \u2013 che tuttora domina il settore agroalimentare e che sottopone il cibo alle logiche di mercato dei beni commerciabili \u2013 in quanto d\u00e0 priorit\u00e0 all\u2019economia e ai mercati locali e nazionali, privilegia l\u2019agricoltura familiare, la pesca e l\u2019allevamento tradizionali, basati sulla sostenibilit\u00e0 ambientale, sociale ed economica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La definizione della sovranit\u00e0 alimentare data da&nbsp;<em>La Via Campesina<\/em>&nbsp;si articola, pi\u00f9 nello specifico, intorno a sette pilastri che testimoniano la complessit\u00e0 e la multidimensionalit\u00e0 dell\u2019argomento:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. La tutela universale del diritto al cibo che, mediante una ridefinizione delle norme giuridiche e delle strutture di potere alla base del modello dominante, elimini le contraddizioni sistemiche dell\u2019attuale sistema agroalimentare attraverso l\u2019adozione a livello internazionale di un paradigma che riconosca la centralit\u00e0 e l\u2019unicit\u00e0 del cibo per la vita umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. La riforma agraria che risolva i problemi di iniqua distribuzione della terra e di incertezza dei diritti di propriet\u00e0 e che contrasti i fenomeni di&nbsp;<em>land grabbing,<\/em>&nbsp;assicurando un\u2019acquisizione della terra libera da fattori religiosi, di genere, di classe sociale o di razza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. La protezione delle risorse naturali a partire da un modello orientato all\u2019agricoltura su piccola scala, non industriale, che faccia riferimento soprattutto alla cosiddetta agro-ecologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4. La riorganizzazione del commercio alimentare che preveda, in primo luogo, una produzione finalizzata all\u2019autosufficienza e, in secondo luogo, un accorciamento della filiera produttiva-distributiva utile a garantire migliore accesso al mercato ai piccoli produttori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5. La fine della globalizzazione della fame tramite la regolamentazione e la tassazione del capitale speculativo e l\u2019applicazione rigorosa di codici etico-giuridici di condotta per le corporazioni transnazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">6. La pace sociale indispensabile all\u2019affermazione della sovranit\u00e0 alimentare in considerazione del fatto che i conflitti minacciano la capacit\u00e0 di resilienza dei popoli spesso costretti a ricorrere a metodi distruttivi di sfruttamento delle risorse naturali minando ulteriormente la loro stessa sicurezza alimentare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">7. Il controllo democratico inteso come diritto a partecipare direttamente, in maniera equa e inclusiva, ai processi di formulazione delle politiche agricole a tutti i livelli e pi\u00f9 in generale delle decisioni collettive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante poi precisare la differenza tra sicurezza e sovranit\u00e0 alimentare. La sicurezza alimentare (<em>food security<\/em>) \u2013 da non confondersi con&nbsp;<em>food safety<\/em>&nbsp;che riguarda invece il diverso tema dell\u2019igiene e della salubrit\u00e0 degli alimenti \u2013 viene definita dalla FAO come \u00abcondizione in cui tutte le persone, in ogni momento, hanno accesso fisico, sociale ed economico ad alimenti sufficienti, sicuri e nutrienti, che garantiscano il soddisfacimento delle loro esigenze e preferenze per condurre una vita attiva e sana\u00bb. Il modello teorico della sicurezza alimentare si articola intorno a quattro dimensioni:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7 disponibilit\u00e0 in termini di quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di prodotti alimentari<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7 accessibilit\u00e0 fisica ed economica ad alimenti appropriati per una dieta nutriente<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7 utilizzo efficace degli alimenti, e, infine,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7 stabilit\u00e0 nel tempo che garantisca un approvvigionamento sicuro e adeguato di beni alimentari per tutti ed in ogni momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro si inserisce, a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201990, il dibattito politico intorno alla sovranit\u00e0 alimentare, che concorre a determinare condizioni di sicurezza alimentare tramite un modello di sviluppo che garantisca il rispetto delle quattro dimensioni della sicurezza alimentare e secondo il quale il controllo dal basso dei mezzi di produzione e delle risorse alimentari deve essere integrato con nuove rivendicazioni, anche di natura giuridica. Nell\u2019ambito delle strategie di promozione della sovranit\u00e0 alimentare, inoltre, le questioni della sicurezza alimentare e del diritto al cibo si riconducono ad un processo di ri-territorializzazione, intesa come ri-presa di coscienza e di possesso delle matrici ecologiche e territoriali della civilt\u00e0 umana come tale. Questa strategia implica il riconoscimento sostanziale dei diritti locali, indigeni e comunitari, al controllo delle risorse per la produzione di cibo e alla definizione delle proprie scelte alimentari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come anticipato in premessa, la recente crisi socio-sanitaria derivante dallo scoppio della pandemia da COVID-19 ha senz\u2019altro accentuato e aggravato tendenze negative che il tracollo economico e finanziario del 2008 aveva gi\u00e0 fatto emergere, con conseguenze disastrose anche sull\u2019accesso a beni vitali come il cibo, l\u2019acqua o i farmaci essenziali. Gi\u00e0 allora erano stati evidenziati i limiti e le iniquit\u00e0 dell\u2019assetto \u201cdel\u201d mercato e dei rapporti di forza tra attori privati e istituzioni pubbliche che operano \u201cnel\u201d mercato, dimostrando il fallimento delle politiche economiche e dei meccanismi di regolazione e di controllo dei sistemi economici dominanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure la lezione non \u00e8 stata appresa, come dimostra impietosamente la questione dell\u2019approvvigionamento dei vaccini dove chi corre nelle somministrazioni sono i Paesi occidentali e quelli pi\u00f9 ricchi, mentre tutti gli altri aspettano. Con riguardo al tema dell\u2019accesso al cibo, le cose non sono migliori. Negli ultimi anni, il&nbsp;<em>food divide<\/em>&nbsp;\u2013 ossia la sempre maggiore e diseguale condizione soggettiva di disporre e di accedere concretamente ad una alimentazione adeguata \u2013 che da sempre insiste tra le economie del Nord e del Sud del mondo si \u00e8 ampliato sino ad assumere carattere diffuso su scala globale. All\u2019orizzonte si profila una profonda e preoccupante trasformazione, sintetizzabile nel passaggio dalla dialettica&nbsp;<em>food safety<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>food security<\/em>, che ha informato finora il diritto dell\u2019alimentazione, all\u2019emergente situazione di&nbsp;<em>food insecurity<\/em><a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota10\">[10]<\/a>. Anche per queste ragioni, la riflessione sulla sovranit\u00e0 alimentare acquista un significato ancora pi\u00f9 pregante, soprattutto per il giurista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3.<\/strong>&nbsp;A prescindere dall\u2019iniziale ispirazione prevalentemente ideologico-politica della sovranit\u00e0 alimentare, tale concetto pu\u00f2 essere oggi definito, a tutti gli effetti, quale istituto tipico del diritto dell\u2019alimentazione, con numerosi esempi di attuazione a livello giuridico-costituzionale, alcuni dei quali particolarmente significativi in un\u2019ottica comparativa. Indubbiamente nel concetto di sovranit\u00e0 alimentare rimane vivida la spinta di carattere identitario che si esprime proprio attraverso il riferimento al termine \u201csovranit\u00e0\u201d il quale, nell\u2019articolazione dei rapporti tra Stato, individui e risorse, suggerisce interessanti risvolti sotto il profilo sia interno che esterno. Sul piano interno, la sovranit\u00e0 alimentare richiama un\u2019esigenza di autogoverno nella gestione delle fonti e delle risorse alimentari in un\u2019ottica partecipativa di tutti i soggetti che materialmente sono legati alle fonti e alle risorse di produzione e di distribuzione di alimenti da stretti rapporti e vincoli di diversa matrice. Sul piano esterno, invece, il richiamo alla sovranit\u00e0 si ricollega al concetto di indipendenza ed autodeterminazione rispetto alle influenze esterne. In quest\u2019ottica, sono molto preoccupanti fenomeni come quello, gi\u00e0 richiamato in precedenza, del&nbsp;<em>land grabbing<\/em>, termine utilizzato per riferirsi alle acquisizioni di terre effettuate violando i diritti umani, ignorando il principio del consenso \u201clibero, preventivo e informato\u201d delle comunit\u00e0 che utilizzano quella terra, in particolare dei popoli indigeni, ignorando l\u2019impatto sociale, economico e ambientale derivante da tali accordi, evitando la conclusione di contratti trasparenti, contenenti impegni chiari e vincolanti sugli impieghi e sulla divisione dei benefit e bypassando la partecipazione democratica, il controllo indipendente e la partecipazione informata delle popolazioni che utilizzano la terra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sfida culturale, prima ancora che politica e giuridica, \u00e8 allora il passaggio da una concezione del cibo come merce e come moneta da scambiare sul mercato a una concezione del cibo come bene fondamentale e, dunque, oggetto di un diritto fondamentale. La riflessione sul diritto al cibo, oggetto del pi\u00f9 elementare e vitale dei diritti fondamentali, cio\u00e8 del diritto alla vita e alla sussistenza, rappresenta dunque un essenziale banco di prova<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota11\">[11]<\/a>. Sotto questo punto di vista appare particolarmente interessante il passaggio dall\u2019approccio verticistico della lotta contro la fame nel mondo a un approccio orizzontale, in cui ciascun Paese ha assunto un ruolo pi\u00f9 attivo. Per usare le parole di Stefano Rodot\u00e0 \u00absiamo di fronte a una vera e propria costituzionalizzazione diffusa di tale diritto, che corrisponde alla pi\u00f9 generale costituzionalizzazione della persona, punto di riferimento dei pi\u00f9 recenti sviluppi del diritto\u00bb<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota12\">[12]<\/a>. Tale osservazione sembra essere suffragata dagli esiti di un\u2019indagine promossa dalla FAO nel 2011, dalla quale emerge che sono oltre cento le costituzioni nel mondo che riconoscono, se pur attraverso meccanismi di tutela differenti, il diritto al cibo<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota13\">[13]<\/a>. In questo scenario assumono significato le novit\u00e0 registrate nelle carte fondamentali di quei Paesi che prima di tutti hanno codificato norme sul cibo e sull\u2019alimentazione. Se un riconoscimento esplicito si trova in alcuni testi costituzionali, richiamando o il \u00abdiritto al cibo\u00bb ovvero il \u00abdiritto all\u2019alimentazione\u00bb (Bolivia, Brasile, Ecuador, Haiti, Nepal, Sudafrica, Ucraina, Uganda) o la \u00ablibert\u00e0 dalla fame\u00bb (Guyana, Kenya, Nicaragua) o il \u00abdiritto alla sovranit\u00e0 alimentare\u00bb (Nepal, Venezuela, Ecuador e Bolivia), in altri casi \u00e8 la \u00absicurezza alimentare\u00bb a trovare riconoscimento sotto forma di specifiche obbligazioni poste a capo dei pubblici poteri (Etiopia, India, Malawi, Nigeria, Pakistan, Suriname); disposizioni specifiche sono dettate per assicurare il diritto al cibo a determinate categorie di \u201csoggetti deboli\u201d come i minori (Brasile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Guatemala, Honduras, Messico, Panama, Paraguay, Sud Africa), gli anziani (Paraguay). Quando mancano previsioni esplicite, l\u2019alimentazione \u00e8 oggetto di \u00abtutela in quanto strettamente collegata ad altri diritti\u00bb, come, in genere, il diritto a uno standard di vita dignitoso, sufficiente, appropriato (Bielorussia, Congo, Malawi, Moldavia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema \u00e8 di rilievo ove in tale riferimento la tematica della sovranit\u00e0 alimentare viene affrontata a tutto tondo, con riguardo alla necessit\u00e0 di promuovere investimenti nel settore agroalimentare accompagnati da riforme strutturali in ambito agricolo e non solo. &nbsp;Si tratta dunque di una visione sintetica \u2013 ovvero olistica<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota14\">[14]<\/a>&nbsp;\u2013 della sicurezza alimentare e delle sue diverse componenti, riassunte da un lato, dal diritto al cibo, quanto alle pretese degli individui relative all\u2019accessibilit\u00e0 e all\u2019adeguatezza (anche dal punto di vista ambientale) di cibo e, dall\u2019altro, dai principi propri della sovranit\u00e0 alimentare quanto all\u2019organizzazione delle politiche agrarie e di produzione di alimenti ed alla necessit\u00e0 di promuovere una maggior inclusione dei soggetti che presentano collegamenti pi\u00f9 stretti col territorio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa visione integrata, sensibile al tema dello sviluppo sostenibile, \u00e8 condivisa anche dalle costituzioni che si ispirano alla dottrina del&nbsp;<em>buen vivir<\/em>&nbsp;come Bolivia e Ecuador. La costituzione di quest\u2019ultimo, in particolare, contiene uno specifico riferimento alla sovranit\u00e0 alimentare all\u2019art. 281, comma 1, nel quale si afferma che la sovranit\u00e0 alimentare \u00e8 un obiettivo strategico e rappresenta un\u2019obbligazione per lo Stato affinch\u00e9\u2002garantisca che le persone, le comunit\u00e0, i popoli e le nazioni raggiungano una permanente autosufficienza nell\u2019accesso ad un cibo sano e culturalmente appropriato<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota15\">[15]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 evidente che di fronte a questi sviluppi normativi, alcuni dei quali anche piuttosto avanguardisti, si pone tuttavia il problema di garantirne l\u2019effettivit\u00e0 e la giustiziabilit\u00e0 nel caso di violazioni o omissioni governative. Ad una prima analisi si pu\u00f2 sostenere, alla luce della complessa natura dei diritti che discendono dai concetti di sicurezza e di sovranit\u00e0 alimentare, nonch\u00e9 del conflitto potenziale tra gli interessi in gioco, che sono proprio i giudici (nazionali) a svolgere un ruolo fondamentale in materia di garanzia di tali diritti. In altri termini, le corti \u00abcostituiscono la via pi\u00f9 efficace alla attuazione dei diritti umani in quanto ess(i) sono compost(i) da giudici indipendenti rispetto agli esecutivi; operano secondo un procedimento percepito come legittimo dai cittadini e dalle vittime di violazioni dei diritti umani; per la loro familiarit\u00e0 con il contesto nel quale operano, sono in grado di offrire quelle soluzioni giurisprudenziali che risultano politicamente pi\u00f9 accettabili e giuridicamente pi\u00f9 efficaci rispetto all\u2019intervento di corti di rango internazionale\u00bb<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota16\">[16]<\/a>. Infatti, le operazioni di bilanciamento tra i diversi interessi coinvolti e l\u2019applicazione di canoni ermeneutici quali la ragionevolezza, la proporzionalit\u00e0 e l\u2019adeguatezza \u2013 che in campo alimentare si costruisce in considerazione di diversi ambiti, quello strettamente economico, ma anche quello sociale, territoriale e culturale \u2013, rimanda in capo ai giudici una grande responsabilit\u00e0, tale da porli, talvolta, anche in una posizione di potenziale conflitto con gli altri poteri dello Stato nel momento in cui sono chiamati a dare concretezza a diritti fondamentali s\u00ec ma, ancora in gran parte, \u201ccondizionati\u201d dalle prevalenti condizioni sociali, economiche, culturali, climatiche ed ecologiche. Osservando allora la casistica giurisprudenziale, soprattutto di rango costituzionale \u2013 che non \u00e8 possibile approfondire in questa sede \u2013, si possono trarre alcuni presupposti che condizionano la giustiziabilit\u00e0 del diritto al cibo adeguato: \u00e8 innanzitutto indispensabile che esso sia consacrato nel sistema giuridico considerato (a prescindere dalla tecnica di tutela costituzionale adottata); che sia invocabile dinanzi a un organo giudiziario o quasi-giudiziario; che sia riconosciuto come giustiziabile da tale organismo; e, soprattutto, che vi sia un meccanismo di accesso alla giustizia da parte dei pi\u00f9 svantaggiati, che consenta loro di invocare il diritto violato a nome delle vittime<a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#nota17\">[17]<\/a>. Senza tutto ci\u00f2, la proclamazione del diritto rischia di rimanere, appunto, solo una proclamazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>&nbsp;<br><a><\/a><strong>[1]<\/strong>&nbsp;Alessandro Cocchi, Luca F\u00e9 d\u2019Ostiani,&nbsp;<em>Quale cooperazione internazionale nel mondo del dopo-virus?<\/em>, in&nbsp;<em>Questione Giustizia<\/em>, 03\/07\/2020,&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/quale-cooperazione-internazionale-nel-mondo-del-dopo-virus\" target=\"_blank\">https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/quale-cooperazione-internazionale-nel-mondo-del-dopo-virus<\/a>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[2]<\/strong>&nbsp;Nel 2018 il tasso di autosufficienza alimentare del Giappone si assestava intorno al 37%, misurato in termini di rapporto tra calorie prodotte e calorie necessarie al soddisfacimento del fabbisogno interno (fonte: Agenzia Nova). Lo stesso tasso si aggira in Gran Bretagna intorno al 50% (Fonte: Agrinotizie).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[3]<\/strong>&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.agrifoodtoday.it\/sviluppo\/cina-autosufficienza-alimentare.html\" target=\"_blank\">https:\/\/www.agrifoodtoday.it\/sviluppo\/cina-autosufficienza-alimentare.html<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[4]<\/strong>&nbsp;In propriet\u00e0, in concessione o per sfruttamento indiretto attraverso l\u2019instaurazione di regimi di monopsonio, ovvero imponendosi come principale se non esclusivo acquirente, come in Argentina per quanto riguarda la soia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[5]<\/strong>&nbsp;OXFAM,&nbsp;<em>Chi ci prende la terra, ci prende la vita: come fermare la corsa globale alla terra<\/em>, Briefing note, 2012.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[6]<\/strong>&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/english.moa.gov.cn\/news_522\/202104\/t20210428_300641.html\" target=\"_blank\">http:\/\/english.moa.gov.cn\/news_522\/202104\/t20210428_300641.html<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[7]<\/strong>&nbsp;Gioved\u00ec 6 agosto 2020, Ministry of Agriculture of the Russian Federation, Russia.&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/mcx.gov.ru\/\" target=\"_blank\">https:\/\/mcx.gov.ru<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[8]<\/strong>&nbsp;\u00abThis more pragmatic understanding of food self-sufficiency is captured by what the FAO terms the self-sufficiency ratio (SSR), which is defined as the percentage of food consumed that is produced domestically (FAO, 2012). The SSR is measured using the following equation with respect to food production and trade:&nbsp;Production x 100 \/ (Production + Imports \u2013 Exports).&nbsp;More precise measurements of the SSR also include changes in domestic stock levels (Puma et al., 2015). The SSR is typically measured in calories or in volume of food produced, although it can also be expressed as a ratio of monetary value\u00bb (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.fao.org\/3\/i5222e\/i5222e.pdf\" target=\"_blank\">http:\/\/www.fao.org\/3\/i5222e\/i5222e.pdf<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[9]<\/strong>&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.ismeamercati.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/11345\" target=\"_blank\">http:\/\/www.ismeamercati.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/11345<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[10]<\/strong>&nbsp;Cfr., L. Costato,&nbsp;<em>Principi e requisiti generali della legislazione alimentare<\/em>, in L. Costato, A. German\u00f2, E. Rook Basile (a cura di),&nbsp;<em>Trattato di diritto agrario.<\/em>&nbsp;<em>Il diritto agroalimentare<\/em>, Torino, 2011, 19 ss.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[11]<\/strong>&nbsp;A prescindere dalla categoria di diritti in cui il diritto al cibo \u00e8 di volta in volta ascritto, i suoi elementi descrittivi sono tali da consentire di ricondurlo, anche per il livello di tutela costituzionale comparata, alla categoria dei c.d. \u201c<em>basic rights\u201d<\/em>, ovvero quei diritti \u00abil cui godimento rende possibile il godimento di tutti gli altri diritti\u00bb. Cos\u00ec, per esempio, H. Shue,&nbsp;<em>Basic Rights. Subsistence, Affluence and U.S. Foreign Policy<\/em>, II ed., Princeton (NY), Princeton University Press, 1996, p. 20.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[12]<\/strong>&nbsp;S. Rodot\u00e0,&nbsp;<em>Il diritto al cibo<\/em>, i Corsivi (e-book), 2014, p. 4.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[13]<\/strong>&nbsp;Cfr., FAO, L. Knuth, M. Vidar (a cura di),&nbsp;<em>Constitutional and Legal Protection of the Right to Food around the World<\/em>, Roma, 2011, disponibile su;&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.fao.org\/\" target=\"_blank\">www.fao.org<\/a>&nbsp;(ultimo accesso: 18 giugno 2021).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[14]<\/strong>&nbsp;G. Zagrebelsky,&nbsp;<em>Due concetti costituzionali: sovranit\u00e0 alimentare e olismo<\/em>, in AA.VV.,&nbsp;<em>Carlo Petrini: la coscienza del gusto<\/em>, Pollenzo, 2014, p. 12 e ss. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[15]<\/strong>&nbsp;Sullo sviluppo delle politiche pubbliche in materia alimentare nel sistema costituzionale ecuadoriano si rinvia, per i debiti appofondimenti a R. Nehering,&nbsp;<em>Politics and Policies of food sovereignty in Ecuador: New Directions or Broken Promises?,&nbsp;<\/em>in&nbsp;<em>UNDP-IPC Working Paper&nbsp;<\/em>no. 106, Brasilia, 2013.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[16]<\/strong>&nbsp;A. Rinella, H. Okoronko,&nbsp;<em>Sovranit\u00e0 alimentare e diritto al cibo<\/em>, in&nbsp;<em>Dir. pub. comp. eur.<\/em>, 2015, p. 107.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a><\/a><strong>[17]<\/strong>&nbsp;Cfr., C. Golay,&nbsp;<em>The right to food and the access to justice<\/em>, Roma, FAO, 2009 e M.J. McDermott,&nbsp;<em>Constituzionalizing an enforceable right to food: a new tool for combating hunger<\/em>, in&nbsp;<em>Boston College International and Comparative Law Review,<\/em>&nbsp;Volume 35, Issue 2, 2012.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/il-diritto-di-accesso-al-cibo-nella-prospettiva-della-sovranita-alimentare-vecchie-e-nuove-sfide-al-tempo-delle-crisi#_ftnrefautore\">[**]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandro Cocchi<\/strong>, agro-economista, Dottore di ricerca in Economia e Territorio, professore a contratto presso la Scuola di Economia dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze, consulente UE, AICS<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Luca Giacomelli<\/strong>, dottore di ricerca in diritto costituzionale e comparato presso l\u2019Universit\u00e0 di Milano-Bicocca<br>&nbsp;<br><strong>Agnese Pacinico<\/strong>, dottoressa in Sviluppo Economico, Cooperazione Internazionale Socio-Sanitaria e Gestione dei Conflitti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di&nbsp;Luca Giacomelli&nbsp;,&nbsp;Alessandro Cocchi&nbsp;,&nbsp;Agnese Pacinico&nbsp;** Le ultime crisi globali, da quella finanziaria del 2008 a quella pandemica del 2020-2021, ripropongono con forza all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica e dei decisori di tutto il mondo il tema dell\u2019autosufficienza e della &#8220;sovranit\u00e0 alimentare&#8221;, intesa come autonomia e controllo nazionale delle risorse alimentari. 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