{"id":6260,"date":"2022-02-17T12:38:11","date_gmt":"2022-02-17T11:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/strange-ramanujan.87-106-170-239.plesk.page\/?p=6260"},"modified":"2022-02-17T12:38:12","modified_gmt":"2022-02-17T11:38:12","slug":"governo-draghi-un-anno-di-finzioni-ecologiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/desparma.org\/?p=6260","title":{"rendered":"Governo Draghi, un anno di finzioni ecologiche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un anno di Governo Draghi e transizione ecologica: Greenpeace Italia Legambiente e WWF fanno un bilancio tra attese deluse e mancanza di coraggio e coerenza agli obiettivi del green deal.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Chiude in negativo, tra poche luci e troppe ombre, il bilancio delle principali associazioni ambientaliste sul concreto avvio della Transizione Ecologica del Governo Draghi<\/strong>, ad un anno dalla partecipazione alle consultazioni prima del giuramento dell\u2019esecutivo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-medium\"><a href=\"https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/World-Wide-Fund-for-Nature-Simbolo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"169\" src=\"https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/World-Wide-Fund-for-Nature-Simbolo-300x169.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6300\" srcset=\"https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/World-Wide-Fund-for-Nature-Simbolo-300x169.png 300w, https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/World-Wide-Fund-for-Nature-Simbolo-1024x576.png 1024w, https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/World-Wide-Fund-for-Nature-Simbolo-768x432.png 768w, https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/World-Wide-Fund-for-Nature-Simbolo-1536x864.png 1536w, 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width=\"300\" height=\"119\" src=\"https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Greenpeace-logo-300x119.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6298\" srcset=\"https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Greenpeace-logo-300x119.png 300w, https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Greenpeace-logo-768x304.png 768w, https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Greenpeace-logo.png 890w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Contrasto della crisi climatica, tutela della biodiversit\u00e0, agricoltura sostenibile, economia circolare, inquinamento da plastica sono i banchi prova su cui il Governo e il Ministero della Transizione Ecologica<\/strong>, che doveva rappresentare, la pi\u00f9 importante innovazione istituzionale di questa nuova stagione,<strong>\u00a0non hanno risposto<\/strong>\u00a0, secondo le tre associazioni, alle attese di quella rivoluzione verde che era stata annunciata come una delle priorit\u00e0 del nostro Paese a partire dal PNRR: banchi di prova su cui le associazioni chiamano il Governo e il MiTE a nuovi impegni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-medium\"><a href=\"https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Legambiente_logo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"169\" src=\"https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Legambiente_logo-300x169.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6299\" srcset=\"https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Legambiente_logo-300x169.png 300w, https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Legambiente_logo-1024x577.png 1024w, https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Legambiente_logo-768x433.png 768w, https:\/\/desparma.org\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/Legambiente_logo.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul&nbsp;<strong>cambiamento climatico&nbsp;<\/strong>e le scelte energetiche si \u00e8 perso tempo prezioso nell\u2019alimentare un dibattito volto pi\u00f9&nbsp; ad enfatizzare le possibili difficolt\u00e0 della transizione che i vantaggi, senza proporre soluzioni che comunque rappresentassero un\u2019accelerazione delle politiche per la decarbonizzazione, anzi al contrario, andando spesso in controtendenza svuotando di significato e demonizzando&nbsp; la Transizione Energetica e ostacolando strumenti come quello del superbonus (che invece dovrebbe essere corretto e stabilizzato), togliendo l\u2019opportunit\u00e0 di risparmio a milioni di cittadini, con il rischio di far chiudere cantieri e imprese del settore edilizio. Preoccupa la mancanza di visione sui veicoli elettrici che non riconosce la trasformazione in atto e la necessit\u00e0 di elaborare e accelerare politiche industriali sistemiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le proposte del Mite hanno&nbsp;<strong>indebolito l\u2019impulso sul rilancio delle fonti rinnovabili<\/strong>, tuttora al palo, senza rimuovere le barriere che ne rallentano la diffusione e in assenza di nuovi strumenti di partecipazione per ridurre le contestazioni territoriali e favorirne la realizzazione degli impianti, ma al contrario creando nuove problematiche e dando segnali scoraggianti per gli investitori, come sulla tassonomia e sul decreto contro il caro-energia. Si \u00e8 continuato, inoltre, a esaltare e cercare di allargare il ruolo del gas fossile (anche nella tassonomia europea) nonostante proprio il gas rappresenti la fonte energetica e di gas climalteranti predominante nel Paese e a rilanciare l\u2019opzione nucleare, ripiegando sul tema della ricerca, gi\u00e0 ampiamente finanziata, per rispondere a chi chiedeva conto dei risultati plebiscitari di ben due referendum. E ad oggi sono stati fatte solo insignificanti riduzioni dei 21,6 miliardi di euro di Sussidi ambientalmente dannosi stimati dal Mite per il 2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tre associazioni chiedono, quindi, di adeguare gli strumenti operativi tenendo conto dell\u2019innalzamento dei target di riduzione delle emissioni climalteranti a livello europeo, avviando la conseguente&nbsp;<strong>revisione del PNIEC<\/strong>&nbsp;(Piano Nazionale Integrato Energia Clima), con un adeguato processo partecipativo e di consultazione, del resto previsto dalle normative comunitarie. Ricordano, anche, come si attenda ancora&nbsp;<strong>versione aggiornata e definitiva del Piano Nazionale per l\u2019Adattamento al Cambiamento Climatico<\/strong>, nonostante il moltiplicarsi degli eventi estremi, dalle alluvioni alle ondate di calore, e la siccit\u00e0, un atto importante per dare il via anche ad analoghe azioni a livello regionale e comunale, particolarmente in ambito urbano, evitando di promuovere progetti ormai superati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si rileva inoltre, come sinora le risorse assegnate dal PNRR e dalla Legge di Bilancio 2022 alla&nbsp;<strong>tutela della biodiversit\u00e0<\/strong>&nbsp;sono state marginali e non corrispondenti all\u2019ambizione espressa dal Governo italiano in campo internazionale, con gli impegni assunti in ambito G7 e G20, coerenti con l\u2019obiettivo di arrestare e invertire entro il 2030 la curva del declino della biodiversit\u00e0. Nel PNRR alla tutela della biodiversit\u00e0 sono stati assegnati sino al 2026 appena 1,19 miliardi di euro equivalenti allo 0,5% dell\u2019ammontare complessivo del PNRR (191,5 mld di euro), mentre nella Manovra 2022 i fondi ordinari iscritti nel bilancio del MiTE, per quest\u2019anno ammontano, a 356 milioni di euro, l\u20191% dell\u2019ammontare della manovra, assegnati complessivamente alla tutela del mare, alle aree protette, al controllo sul commercio delle specie in via di estinzione e per i controlli ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le associazioni attendono un cambio di passo rispetto agli impegni assunti sinora in vista della prevista approvazione entro l\u2019anno della&nbsp;<strong>Strategia Nazionale Biodiversit\u00e0 (SNB) al 2030<\/strong>&nbsp;che deve puntare, in coerenza, con la Strategia Europea, a proteggere il 30% del nostro territorio e dei nostri mari, assicurando una protezione integrale al 10% del nostro territorio,&nbsp;e destinare il 10% del territorio agricolo alla tutela della biodiversit\u00e0 naturale, individuando&nbsp;in tutti i fondi europei, nazionali e regionali le risorse adeguate per realizzare in maniera coordinata il Programma di attuazione e il Piano nazionale di ripristino degli ecosistemi previsti dalla stessa SNB. Obiettivi che difficilmente si raggiungeranno se permarr\u00e0 l\u2019inerzia del MiTE nell\u2019istituzione dei nuovi Parchi nazionali e delle Aree marine protette previsti (Portofino, Matese, Costa Teatina, Costa del Conero) e non si proceder\u00e0 alla nomina dei vertici dei Parchi nazionali ancora commissariati o prorogati a causa del COVID-19.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo importante banco di prova per mettere in campo uno strumento efficace&nbsp;per promuovere una vera&nbsp;<strong>transizione ecologica dell\u2019agricoltura<\/strong>&nbsp;\u00e8 stato clamorosamente mancato. Nel redigere il Piano Strategico Nazionale \u2013 principale documento di programmazione della nuova Politica Agricola Comune (PAC) post 2022&nbsp;e principale strumento finanziario per la stessa SNB 2030 \u2013 il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, MiPAAF, senza che il MiTE rivendicasse&nbsp;appieno il suo ruolo&nbsp;di autorit\u00e0 ambientale nazionale nella redazione del documento di programmazione al pari delle Regioni, pur prevedendo misure utili a favore del biologico, ha previsto insufficienti interventi e impegni per il contrasto al cambiamento climatico, per la tutela della biodiversit\u00e0 e per limitare gli impatti legati al sistema degli allevamenti intensivi, a cominciare dalla riduzione di densit\u00e0 e numero di animali allevati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora gli ambientalisti chiedono che i tre Ministeri competenti (MiPAAF, MITE e il Ministero della Salute) approvino&nbsp;il nuovo&nbsp;<strong>Piano di Azione Nazionale per la gestione sostenibile dei prodotti fitosanitari<\/strong>&nbsp;(PAN), scaduto nel febbraio 2019, che dovr\u00e0 essere aggiornato con l\u2019obiettivo della riduzione del 50% dell\u2019uso dei pesticidi entro il 2030 in coerenza con le Strategie UE \u201cFarm to Fork\u201d e \u201cBiodiversit\u00e0 2030\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019economia circolare&nbsp;<\/strong>richiederebbe maggiore impegno su innovazioni tecnologiche, ricerca, sperimentazione nel settore produttivo, ma all\u2019innovazione nel settore dell\u2019economia circolare il PNRR assegna solo 600 milioni di euro, pari allo 0,3% di tutte le risorse del Piano. Inoltre, dei 2,10 miliardi di euro assegnati specificamente sino al 2026 dal PNRR all\u2019economia circolare, 1,5 miliardi sono destinati alla realizzazione di impianti per la gestione di rifiuti urbani, i cui costi sono gi\u00e0 coperti dalle tariffe di conferimento degli RSU, che quindi dovranno essere inevitabilmente ridotte. Queste scelte sono state fatte in assenza di un disegno strategico coordinato, confermato dalla mancata definizione ad oggi della Strategia Nazionale per l\u2019Economia Circolare, del Programma nazionale per la prevenzione dei rifiuti, atteso dal 2020, e di un Programma nazionale per la gestione dei rifiuti.<strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tre associazioni attendono che venga rispettato l\u2019impegno a presentare&nbsp;<strong>la Strategia nazionale per l\u2019economia circolare<\/strong>, richiesta dalla Commissione Europea, entro giugno, definendo cos\u00ec obiettivi e scadenze entro i quali raggiungere i traguardi posti dalla UE in settori strategici quali plastica, tessile, elettronica, consumi alimentari e idrici, imballaggi, batterie e veicoli, edifici e costruzioni, gestione dei rifiuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre a proposito di sostenibilit\u00e0 ambientale Greenpeace Italia, Legambiente e WWF ricordano la riluttanza del Governo e del MiTE sul contrastare la&nbsp;<strong>dispersione nell\u2019ambiente della plastica<\/strong>, intervenendo efficacemente sulla produzione (l\u2019Italia \u00e8 leader europeo nella produzione della plastica monouso) e il consumo. Nella Manovra 2023 \u00e8 stata rimandata ancora di un anno la decorrenza della plastic tax (introdotta con la legge di bilancio 2020) e la Commissione Europea ha inviato una comunicazione ufficiale all\u2019Italia per le deroghe contenute nella norma di recepimento della Direttiva SUP (D.Lgs. n. 196\/2021) sulla plastica monouso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio a tal proposito le tre associazioni chiedono al governo di attivarsi per rispondere ai rilievi posti dalla UE al nostro Paese sulle&nbsp;<strong>disposizioni introdotte nella legge italiana&nbsp;<\/strong><strong>di recepimento della Direttiva SUP in contrasto con la direttiva europea<\/strong>, rafforzando misure che disincentivino il monouso e sostengano il ricorso a imballaggi riutilizzabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un anno di Governo Draghi e transizione ecologica: Greenpeace Italia Legambiente e WWF fanno un bilancio tra attese deluse e mancanza di coraggio e coerenza agli obiettivi del green deal. 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