{"id":7482,"date":"2024-02-01T09:02:40","date_gmt":"2024-02-01T08:02:40","guid":{"rendered":"https:\/\/strange-ramanujan.87-106-170-239.plesk.page\/?p=7482"},"modified":"2024-02-01T09:02:42","modified_gmt":"2024-02-01T08:02:42","slug":"destinazione-pastore-il-progetto-di-ciurma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/desparma.org\/?p=7482","title":{"rendered":"Destinazione Pastore, il progetto di CIURMA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Progetto mutualistico per un acquisto collettivo dell\u2019azienda di Luca Pala<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di&nbsp;<em>CIURMA&nbsp;<\/em>\u2013&nbsp;<em>Comunit\u00e0 Integrata Urbana e Rurale di Mutuo Appoggio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da Rivista Malamente n. 32, mar. 2024 (<a href=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/archivio\/Destinazione_pastore_pag_singola.pdf\">QUI IL PDF<\/a>&nbsp;\u2013&nbsp;<a href=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/archivio\/Destinazione_pastore_opuscolo.pdf\">QUI IL PDF formato opuscolo<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Luca-Pala-az-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5098\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Qui e seguenti: Fotografie di Cristina Panicali presso l\u2019azienda di Luca Pala a Tavoleto (PU), 2024<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La Ciurma cos\u00ec riunita e le altre intervenute sperano di coinvolgere&nbsp;<\/em><em>con entusiasmo ancora nuove amicizie in questa impresa mutualistica a&nbsp;<\/em><em>energia circolare ed effetto immediato.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Innanzitutto si stabilisce indispensabile per il nostro territorio l\u2019esistenza del Cacio cos\u00ec come finora lo abbiamo conosciuto, libero&nbsp;<\/em><em>da condizionamenti e ansie di controllo.&nbsp;<\/em><em>E&nbsp;<\/em><em>questo \u00e8 auspicabile per la&nbsp;<\/em><em>baldoria e il sostentamento alimentare delle nostre reti.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cos\u00ec<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>come<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>al<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>Cacio<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>il<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>casaro<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>e<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>il<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>Pastore<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>alla<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>bestia,<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>con<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>la<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>nostra&nbsp;<\/em><em>associazione acquisteremo l\u2019azienda per far s\u00ec che non finisca nelle mani sbagliate.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Questa azienda \u00e8 cos\u00ec preziosa che per un po\u2019 di tempo sar\u00e0 di tutte noi&nbsp;<\/em><em>e sar\u00e0 restituita a chi di dovere quando non sar\u00e0 pi\u00f9 in pericolo.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Lo stesso avverr\u00e0 per l\u2019abitazione.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La casa \u00e8 di chi l\u2019abita, la terra \u00e8 di chi la lavora.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Oggi inauguriamo una campagna per raccogliere fondi finalizzati a raggiungere l\u2019importo richiesto dalla procedura di liquidazione,<\/em>&nbsp;<em>cos\u00ec da poterci aggiudicare la cessione all\u2019asta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Possono contribuire tutte le persone fisiche o giuridiche, associate o future socie. Le modalit\u00e0 sono varie e si adattano alle esigenze differenti.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dovremo mettere insieme una cifra molto importante quindi cerchiamo sicuramente contributi generosi, ma sappiamo anche che buona parte dell\u2019operazione sar\u00e0 fatta da piccole somme, quello che ognuna di noi<\/em>&nbsp;<em>si sentir\u00e0 di versare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00c8 possibile effettuare donazioni,<\/em>&nbsp;<em>\u00e8 possibile prestare una quota stabilendo i termini della restituzione,<\/em>&nbsp;<em>\u00e8 possibile fare prestiti infruttiferi con un ordine temporale che si aggira intorno ai dieci anni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il mutualismo funziona perch\u00e9 non toglie niente a nessuno ma<\/em>&nbsp;<em>redistribuisce a chi ne ha pi\u00f9 bisogno, prendendo da ognuna a seconda delle possibilit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Stiamo<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>raccogliendo<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>220mila<\/em><em>&nbsp;<\/em><em>euro.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per partecipare contatta la segreteria al 3208581985&nbsp;<a href=\"mailto:info.ciurma@proton.me\">info.ciurma@proton.me<\/a>&nbsp;che potr\u00e0 fornire tutte le informazioni del caso e il modulo di contratto da personalizzare per il prestito.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Luca-Pala-az-13.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5100\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Scansione temporale del progetto<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1a fase<\/strong>: assemblea di CIURMA per la ricondivisione della situazione di Luca e presa in carico collettiva del progetto. Coinvolgimento dei GAS territoriali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2a&nbsp;fase<\/strong>: raccolta contributi dei soci per iscrizione all\u2019asta (18.000 euro; gi\u00e0 raccolti).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3a fase<\/strong>: ribasso d\u2019asta e partecipazione alla procedura di cessione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4a&nbsp;fase<\/strong>: campagna di presentazione del progetto con tesseramento, raccolta fondi e coinvolgimento MAG6 e MagVerona (che ringraziamo per la disponibilit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5a&nbsp;fase<\/strong>: aggiudicazione e versamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>6a fase<\/strong>: restituzione prestiti con piano di rientro. Nell\u2019ipotesi peggiore non dovessero intervenire altri progetti, l\u2019azienda marciante restituisce interamente i prestiti fatti all\u2019associazione, in rate mensili, senza interessi, in un arco temporale di dieci anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>7a&nbsp;fase<\/strong>: riacquisizione della propriet\u00e0 da parte della famiglia Pala e graduale rigenerazione della produttivit\u00e0 dell\u2019azienda.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Luca-Pala-az-7.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5101\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019azienda in estrema sintesi<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Estensione di 72 ettari, in zona collinare nel Montefeltro, il 50% dei quali se minatavi e la restante parte boschi e tare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1.600 mq di strutture, ricostruite nel 2013, adibite stalle e fienile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">400 mq di laboratorio, in parte adibiti a caseificio, in parte a celle frigorifere, tutti dotati di pareti e impianti a norma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento sono presenti 400 ovini, 28 bovini e qualche suino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attivit\u00e0 principale \u00e8 la produzione, trasformazione e vendita diretta di latte e formaggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Personale: titolare, madre, fratello.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Luca-Pala-az-5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5107\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Debito, fallimento e dignit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vogliamo dare atto della pazienza e perseveranza del Pastore e della sua famiglia, intenti ormai da pi\u00f9 di dieci anni a mantenere la quotidianit\u00e0 necessaria alla propria sopravvivenza, a quella dei propri animali e a garantire la fornitura del prodotto sui mercati delle nostre reti. Ad ogni costo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una quotidianit\u00e0 che in questi lunghi anni \u00e8 stata fortemente minata dal problema del debito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;<em>debito&nbsp;<\/em>\u00e8 una condizione esistenziale comune alla gran parte delle persone che intraprendono un\u2019attivit\u00e0 agricola \u201ca norma di legge\u201d. A un susseguirsi di richieste di adeguamento, apparentemente finalizzate a restare \u201cal passo con i tempi\u201d, spesso osserviamo un graduale incremento dell\u2019esposizione debitoria dell\u2019agricoltore. Le operazioni legate ai Piani di Sviluppo Rurale, per loro natura strutturale, hanno spesso l\u2019effetto di togliere il fiato alle realt\u00e0 di piccole dimensioni e che non dispongono di grossi capitali di partenza. Per questo \u00e8 giusto affezionarsi alla quotidianit\u00e0 del Pastore. Perch\u00e9 ci permette di fare sintesi rispetto a una condizione di autosfruttamento vissuta da tante altre realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema del debito si dispiega con grande narcisismo e mette in mostra la violenza dei suoi apparati (banche, istituti di garanzia, curatori) rispetto ai quali anche l\u2019amore universale e la capacit\u00e0 di astrazione dell\u2019umanit\u00e0 vengono messi a dura prova. L\u2019unica fortuna che ci rimane \u00e8 quella di lasciare che i castelli di carta della burocrazia si esprimano al meglio inceppandosi su loro stessi e permettendo, grazie alle lungaggini e alle zone di approssimazione, che la vita continui ad andare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure ai castelli di carta noi preferiamo quelli di rabbia, di una rabbia dolce e paziente che permette di riconoscere questo sistema come l\u2019origine del problema e come un nemico comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro le parole \u201cinsolvenza\u201d, oppure \u201cmessa in liquidazione\u201d, emerge la nozione culturale di&nbsp;<em>fallimento<\/em>, una parola chiave non accidentale che sostanzia quella narrazione fasulla che si infiltra socialmente e valuta le persone in funzione del loro successo economico. Il mito borghese del fallimento poggia le sue ali pesanti in questa societ\u00e0 maschile consacrata alla prestazione e fornisce un importante contributo al perpetuarsi delle sue due anime inquiete. La prima anima \u00e8 quella pi\u00f9 smart, moderna, votata all\u2019apparenza e alla forma esteriore, che punta a vendere continuamente nuove immagini di s\u00e9. L\u2019altra si basa sulle azioni ed \u00e8 forzatamente in movimento e competitiva per collezionismo dei prodotti, dei meriti e dei beni immobili. In entrambi i casi si confonde ancora il valore delle persone con la loro messa a valore negli ingranaggi del capitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contadino \u00e8 stato decostruito per farne un imprenditore dell\u2019innovazione, per poi disconoscerne la natura immortale e tentare di rigettarlo nel fango. \u00c8 quello che succede ai mestieri che intralciano in qualche modo l\u2019avanzata dell\u2019industria. Tuttavia, fino a prova contraria, ancora il fango pu\u00f2 tornare fertile e il Pastore ha saputo resistere con le armi della perseveranza. Ha fatto questo senza trasformarsi in una \u201cicona green\u201d, senza mettersi a fare \u201cdidattica in fattoria\u201d, ma semplicemente facendo il suo lavoro di produttore di cibo con tutte le contraddizioni della propria epoca. Questo elemento, anche se poco mediatico, \u00e8 di grande forza per le nostre reti che si interrogano su cosa significhi oggi \u201csovranit\u00e0 alimentare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Probabilmente sar\u00e0 sempre pi\u00f9 una condizione di lotta permanente ma pervasa di grande dignit\u00e0. E la forza d\u2019animo e la dignit\u00e0 di cui parla questa storia sono all\u2019origine di ogni azione di sostegno e solidariet\u00e0 che negli anni \u00e8 stata intrapresa in favore del Pastore e della sua famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 in fin dei conti \u00e8 sulle persone soltanto, e sul loro operato, che si fonda la fiducia sociale quella vera.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Luca-Pala-az-9.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5102\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dossier storico<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensiamo sia di comune utilit\u00e0 ripercorrere per sommi capi la storia di questa azienda e fornire alcune indicazioni che possano provare a descriverla. Ovviamente per capire qualcosa delle vicissitudini economiche \u00e8 necessario raccontare anche dell\u2019avventura umana della famiglia. In ultimo, questo dossier fornisce alcune indicazioni per leggere, attraverso i numeri, le sorti della vicenda finanziaria legata a banche e banchieri, dipingendo un\u2019idea del loro modus operandi. Speriamo che tutto ci\u00f2 possa contribuire, almeno sottotraccia, alla denuncia di questo sistema criminale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>C\u2019\u00e8 ben poco merito nella virt\u00f9 e ben poca colpa nell\u2019errore<\/em>&nbsp;(Fabrizio De Andr\u00e9)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il presidio rurale nasce nel 1969 con la famiglia dei nonni di Luca \u2013 composta da padre, madre, quattro fratelli e una sorella \u2013 che si sposta dalla Sardegna alle Marche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come tante altre famiglie arrivate in questo territorio, in pieno stile sardo, aprono un allevamento di pecore con annessa trasformazione in proprio ma poco dopo, nel 1972, muore il nonno di Luca e tre dei fratelli (il padre di Luca \u00e8 il maggiore) rimangono con l\u2019azienda da gestire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1983 avviene la prima divisione in tre aziende \u2013 tre aziende per tre fratelli \u2013 che condividono gli stessi spazi, strutture, terreni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Successivamente le attivit\u00e0 tendono a ingrandirsi e si costruiscono altri spazi. Le storie, per\u00f2, iniziano a separarsi, anche perch\u00e9 uno dei fratelli si specializza nella trasformazione e inizia ad acquistare dall\u2019esterno il latte per aumentare le produzioni. Gli animali di questo fratello vengono acquisiti nei primi anni \u201990 dal padre di Luca, che si occupa essenzialmente dell\u2019allevamento e, di contro, conferisce il latte al fratello che si occupa ormai esclusivamente di chiudere la filiera e ha ingrandito ulteriormente il caseificio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo fratello ha aperto un\u2019attivit\u00e0 commerciale di prodotti per la mungitura e il settore caseario; di fatto esce dalla nostra scena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2000 Luca e suo padre acquistano tutta la parte dell\u2019altro zio, che nel frattempo ha costruito un caseificio nuovo, dal carattere industriale, altrove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto, in azienda rimangono soltanto i nostri pastori: Luca e suo padre. Il grande caseificio, ormai troppo grande, viene diviso a met\u00e0 e riadattato in minor spazio; nella met\u00e0 rimanente viene allestito il mattatoio. Si ricompone cos\u00ec, internamente, la parte della trasformazione e l\u2019azienda assume la forma che vediamo oggi. Gi\u00e0 dal \u201994 aveva ottenuto la certificazione biologica che, solo a livello formale e burocratico, abbandoner\u00e0 nel 2015.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2003 riparte la produzione dei formaggi e Luca acquista la titolarit\u00e0 dell\u2019azienda. Il padre rimarr\u00e0 operativo fino alla morte, nel 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie all\u2019acquisto \u00e8 possibile estinguere tutti i debiti precedenti, che era stato necessario contrarre durante la gestione del padre. Per Luca significa richiedere un primo mutuo ipotecario del valore di 775.000 euro presso BNL (2003) per rilevare l\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A cavallo tra 2004 e 2005 Luca fa richiesta dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale, con l\u2019idea di rimodernare l\u2019azienda. Comincia a spendere per realizzare le opere descritte nel Piano. Per anticipare le spese si indebita aprendo due mutui chirografari (mutui non garantiti da ipoteca o altre forme di garanzia) da 150.000 euro l\u2019uno, con Banca Marche e Banca Popolare di Ancona; mutui che si sarebbero dovuti chiudere una volta arrivati i finanziamenti regionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo viene istituito un \u201cpremio di produzione\u201d ai funzionari regionali per massimizzare l\u2019utilizzo dei fondi PSR attraverso la rendicontazione precoce dei lavori per la chiusura, ancora prima dei termini previsti, delle operazioni di finanziamento. Per raggiungere l\u2019obiettivo \u00e8 necessario aver realizzato almeno il 50% della spesa preventivata. Parte la corsa a una rendicontazione fittizia a volte con collezionismo di fatture fasulle su lavori ancora da realizzare (con la tacita tolleranza dei controllori), corsa alla quale il nostro Pastore non si prester\u00e0. In quel momento, in azienda sono stati eseguiti pi\u00f9 del 50% dei lavori previsti, ma emergono problemi di contabilizzazione perch\u00e9 le spese sostenute non corrispondono al conteggio fatto in base al prezziario regionale, i cui importi di riferimento erano enormemente gonfiati. Fatto sta che, sulla carta, non si riesce a raggiungere il 50% della spesa. Il contributo \u00e8 revocato. Perso il treno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Luca-Pala-az-6.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5106\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due mutui chirografari con Banca Marche e Banca Popolare di Ancona erano calcolati con tempi brevi e rate molto pesanti. Ora, per essere sostenibili, devono essere trasformati entrambi in mutui ipotecari. Questa procedura, seppur interna alle banche, richiede tempi lunghissimi durante i quali gli interessi lievitano, facendo quindi spendere grosse somme per ritardi la cui responsabilit\u00e0 \u00e8 esclusivamente delle stesse banche. Di fatto, al momento della stipula i due finanziamenti speculari sono diventati da 300.000 euro l\u2019uno e sono ora assistiti dalla garanzia al 50% di Confidicoop (un consorzio di garanzia che interviene per agevolare il credito nei settori produttivi).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad ogni modo, entrambi i mutui vengono pagati regolarmente fino al 2012, anno del \u201cnevone\u201d, la grande e memorabile nevicata che invest\u00ec in particolare Emilia Romagna, Marche e regioni centrali. Per il nostro Pastore significa il crollo sotto il peso della neve di tutte le strutture aziendali e la conseguente morte di parte degli animali. La produzione si riduce drasticamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2013 inizia la ricostruzione delle strutture, contando sugli aiuti a fronte della calamit\u00e0 naturale. Al momento del collaudo della Regione (2016) le opere sono ultimate ma ci sono gli stessi problemi di rendicontazione: la spesa \u00e8 di molto inferiore a quella prevista e non si raggiunge il 50%. Ci sono anche dei ritardi nel pagamento delle fatture ma la Regione chiude definitivamente il bando, senza ulteriore possibilit\u00e0 di proroga dei pagamenti. Non rientrando nei termini previsti la conseguenza \u00e8, ancora una volta, la revoca dell\u2019intero contributo su cui il Pastore aveva contato. Intanto la produzione \u00e8 ai minimi storici, tutte le risorse sono state spese per la ricostruzione, nessun aiuto \u00e8 arrivato: le banche, per quel che le riguarda, proseguono con i primi decreti ingiuntivi e le azioni di recupero crediti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto Luca, avendo comunque ricostruito le strutture e ripristinato il valore di garanzia dei mutui, anche se non stava pi\u00f9 pagando le rate, propone un accordo alle banche: la formazione di una SRL condividendo la propriet\u00e0 dell\u2019azienda con quote 51% e 49%, per mantenere inalterato il valore dell\u2019immobile e ricapitalizzarlo in cambio dell\u2019esposizione debitoria ormai insostenibile (arrivata a 900.000 euro). Questo avrebbe limitato il danno e consentito all\u2019azienda di tornare a produrre reddito. Ma la proposta non viene accettata e si preferisce svendere il debito al 18% del valore. Probabilmente la soluzione prospettata avrebbe permesso a tutti i creditori di rifarsi, cosa impossibile con l\u2019attuale procedura di liquidazione che attraverso la vendita realizzer\u00e0 ben poco rispetto al capitale di partenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rifiuto opposto dalla banca costringe il Pastore ad aderire alla legge 3\/2012 \u2013 legge per la \u201ccomposizione delle crisi da sovraindebitamento\u201d, nota come \u201clegge antisuicidio\u201d \u2013 e mettere in liquidazione l\u2019intero patrimonio (di valore ben superiore al debito) in cambio dell\u2019esdebitazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019asta si apre a febbraio 2020, base di partenza 1.840.000 euro. Mentre scriviamo siamo arrivati alla quindicesima chiamata. A 220.000 euro, tra base d\u2019asta e spese accessorie. \u00c8 ora di fare qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 la forte intenzione di riacquistare l\u2019azienda, per mezzo di un altro soggetto, e la volont\u00e0 di mantenere vive le pratiche di produzione apprese nel tempo; prendersi cura degli animali, delle colture foraggere, del pascolo, fino al prodotto finito. Dall\u2019interno del mondo del biologico in senso lato, ma soprattutto guardando pi\u00f9 avanti, costantemente alla ricerca del miglior modo possibile. Di fatto l\u2019attivit\u00e0 del Pastore non si \u00e8 mai fermata, nonostante l\u2019esigua produzione e la cronica mancanza di fondi abbia reso spesso difficile e antieconomica questa scelta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 dal 2003, quando Luca acquista la titolarit\u00e0 dell\u2019azienda e riprende a lavorare in proprio il prodotto finito, sono cominciati i contatti con i Gruppi di acquisto solidale del territorio. Si potrebbe dire che i Pala (con il contributo dei due fratelli di Luca) sono stati, e sono tuttora, un pezzo importante nella storia dell\u2019economia solidale del nostro territorio. Il Pastore descrive questo aspetto come un vero e proprio scambio: da una parte la consegna dei formaggi, dall\u2019altra una nuova consapevolezza riguardo alla possibilit\u00e0 di far nascere un\u2019economia con regole differenti. In quegli anni si \u00e8 cresciuti insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2017 attraverso la frequentazione dei mercati della rete locale di Genuino Clandestino, il Pastore \u00e8 entrato nel collettivo Oltremercato. Cos\u00ec si approda a un percorso politico puro, a fianco anche di giovani contadini con piccolissime produzioni. Grazie a questi incontri importanti si concretizza ora la possibilit\u00e0 di ripartire da zero, in un contesto protetto o quantomeno accogliente e completamente dal basso, senza dover rincorrere le pressioni del mercato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 che resilienza o resistenza si pu\u00f2 parlare di&nbsp;<em>riesistenza<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Luca-Pala-az-8.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5103\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Radici<\/h3>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>Gradualmente ci stavano trasformando da detentori di capacit\u00e0 e saperi nel nostro settore a meri concessionari di autorizzazioni a produrre, vincolati e vincolabili a qualsiasi norma o interpretazione della stessa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quel sapere e saper fare appreso faticosamente nel tempo, che \u00e8 alla base di ogni tentativo di liberazione e che nei fatti aveva permesso ai miei avi di liberarsi dal sistema della mezzadria, veniva svalutato fino a renderlo inutile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tutto era determinato o imposto dall\u2019esterno, ma totalmente sottoposto alla capacit\u00e0 economica propria o alla possibilit\u00e0 di accedere a finanziamenti\u2026 \u201cben motivati\u201d dalla necessit\u00e0 della sicurezza alimentare, con costi eccessivi e spesso inutili da sostenere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019ultima istruttoria e l\u2019ultima parola sulla possibilit\u00e0 di produrre adeguandosi alle normative, di mantenere la possibilit\u00e0 per tutti di nutrirsi in loco dal loco, di accedere a denaro pubblico destinato a questo scopo\u2026 erano in mano al sistema corrotto, drogato e malgestito della finanza e delle banche, senza nessuna possibilit\u00e0 per i cittadini e le loro istituzioni di controllare questi processi. Questo avviene in tutti i settori, da quello produttivo a quello delle professioni, dalle rappresentanze all\u2019informazione, ed \u00e8 proprio perch\u00e9 tutti lo sperimentiamo ogni giorno nel nostro operare e nel nostro vivere quotidiano che dovremmo prenderne consapevolezza e agire di conseguenza.<\/em>\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019origine di questa storia vi sono persone costrette a rendere la met\u00e0 del prodotto del proprio lavoro a un padrone che all\u2019epoca dovevano anche chiamare Signore. Quando il padre del Pastore, di idee libertarie, ha comunicato al nonno che di Signori lui non ne voleva pi\u00f9 sentire parlare e ha annunciato che sarebbe partito dall\u2019Isola a ogni costo, non \u00e8 stato soltanto qualche parente a seguirlo. Si \u00e8 mosso un intero sistema di supporto e condivisione, essenzialmente matriarcale, che ha portato all\u2019esodo iniziale di almeno due famiglie allargate, pecore comprese. Vi sono testi importanti che raccontano anche i numeri di questa migrazione di massa di sardi nel Lazio e Toscana prima, Marche e Romagna a seguire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ragioni economiche che hanno causato il grande esodo e delineato questo pezzo di storia possono essere ricercate gi\u00e0 nel primo dopoguerra, con il ritorno a casa degli uomini sopravvissuti. Alla partenza avevano venduto trecento pecore perch\u00e9 nessuno avrebbe potuto occuparsene. Le donne avevano serbato il capitale ma al loro ritorno, con quelle somme, se ne potevano acquistare soltanto tre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste vicende, la fatica della partenza e tutto il portato culturale, sono di fatto ancora oggi un tempo presente e vivo perch\u00e9 esiste una cultura fortissima \u2013 che poggia essenzialmente sulla trasmissione orale \u2013 di aneddoti e usanze. La forza tangibile di questi racconti ha generato in continente una fotografia della Sardegna scattata nei primi anni Settanta, che la verit\u00e0 ancora vissuta non permette di sbiadire. Gli alfabeti hanno qualcosa di antico, la lingua stessa che si parla in famiglia non \u00e8 la stessa che nel frattempo si \u00e8 evoluta nella Sardegna odierna. Allo stesso tempo per\u00f2, in perfetta continuit\u00e0 con la tradizione orale ma questa volta utilizzando l\u2019italiano, si insegnano tecniche di allevamento ai compaesani insieme alla filosofia e all\u2019antropologia\u2026 perch\u00e9 il pensiero e le parole durante il lavoro sedimentano meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi si \u00e8 ribellato ai Signori del passato ha la scorza dura, grazie anche a una preziosa alterit\u00e0 che preserva i sogni e l\u2019identit\u00e0. Ma ha trovato in quest\u2019epoca ben pi\u00f9 raffinate catene di sfruttamento in cui \u00e8 sempre pi\u00f9 importante distinguere i ruoli e di cui tutta la nostra societ\u00e0 \u00e8 vittima e responsabile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Luca-Pala-az-10.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5104\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cenni di ordinaria ingiustizia<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto alle responsabilit\u00e0 pi\u00f9 o meno consapevoli di alcuni attori occulti di questa storia, andiamo a estrapolare dalla complessit\u00e0 della vicenda alcune curiosit\u00e0 degne di nota; cercando un equilibrio, senza essere esaustivi, tra tecnicismo e denuncia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 gi\u00e0 parlato del fatto che per ben due volte un contributo regionale viene millantato, sovrastimato e poi revocato per semplici problemi di rendicontazione e scadenze. Come se non bastasse, per\u00f2, ci sono una serie di questioni che hanno contribuito allo sbarellare del contatore della slot-machine. Vediamole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">* Nel 2008, con la legge Tremonti, la rata del mutuo ipotecario per l\u2019acquisto dell\u2019azienda diventa fissa. Questo comporta oscillazioni degli interessi per via del tasso variabile. Gli interessi in difetto vengono addebitati sullo stesso conto, mentre gli interessi in eccesso vengono accreditati su un conto accessorio creato appositamente. Successivamente in questo conto vengono addebitate alcune rate non pagate generando un debito ulteriore che assorbe il credito e comincia a generare interessi dagli interessi stessi. Cos\u00ec originate, le cifre in negativo di questo conto accessorio arrivano a superare i 250.000 euro. Tuttavia nel primo decreto ingiuntivo di BNL, nel conteggio della situazione debitoria dell\u2019azienda, questo conto non compare; quasi a confermare l\u2019irregolarit\u00e0 di questa pratica da usurai.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La citata trasformazione dei due mutui chirografari in mutui ipotecari richiede circa un anno e mezzo (con conseguente pressione di rate elevate e relativi interessi). Parte della faccenda riguarda il problema dell\u2019ipoteca: il valore dell\u2019azienda copriva ampiamente il valore dei due mutui e sarebbe stato la loro naturale garanzia. Tuttavia, la Regione costringe il Pastore ad accedere a garanzia ulteriore. Regione Marche in quegli anni finanzia Confidicoop, appositamente perch\u00e9 fornisca garanzie al credito relativamente al Piano di Sviluppo Rurale. Attivare la necessaria fideiussione presso Confidicoop costa \u201csoltanto\u201d 11.000 euro e un fisso annuale che fa lievitare il TAEG. Da notare che a fronte dei numerosi decreti ingiuntivi (fino a sette), con relativi pignoramenti e azioni legali a danno del Pastore, nessuno degli enti creditori ha intaccato il fondo di garanzia di Confidicoop\u2026 La sorte cambia completamente con il fallimento di Banca Marche, quando la Bad Bank che si occupa da attore esterno (anche se gestita dalle stesse persone) di recuperare la parte debitoria della banca, escute immediatamente tutto il possibile da Confidicoop.<\/li>\n\n\n\n<li>I confidi sono solo uno degli accordi sui generis tra banche e Regione attivati dalla macchina del PSR. Vi sono anche convenzioni speciali per i mutui. Vengono addirittura emesse dalle banche appositi strumenti e prodotti finanziari che in seguito lasceranno con un pugno di sabbia gli agricoltori. In fase di rendicontazione, pur di avanzare con i progetti (che, come abbiamo visto, avevano tempi piuttosto serrati), i costruttori stessi anticipavano soldi alle aziende per pagare parte del proprio lavoro: la cosa avveniva tramite l\u2019acquisto, da parte dei costruttori, di titoli o azioni intestati all\u2019azienda, con ulteriori benefici per le banche. Permettevano cos\u00ec all\u2019azienda agricola di effettuare regolarmente i bonifici, distribuendo per\u00f2 tra costruttori e banche il plusvalore generato dal gonfiarsi enormemente dei prezzi del prezziario regionale (fino al 50% in pi\u00f9).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>Soltanto in seguito, navigando nel bollettino ufficiale on-line della Regione, ho notato che la maggior parte dei contributi erogati erano uguali ai contributi richiesti, il che significa che quasi tutti avevano speso tanto quanto preventivato;<\/em>&nbsp;<em>ma i preventivi erano presentati secondo lo stesso prezzario delle opere pubbliche. O avevo ottenuto un ottimo sconto dalle ditte o avevo capito perch\u00e9 le opere pubbliche in Italia costano il doppio che nel resto d\u2019Europa.<\/em>\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi \u00e8 un\u2019ulteriore nota dolente in questo racconto, che non riguarda soltanto gli istituti della finanza come grandi generatori di ingiustizie, ma evidenzia dei responsabili diretti il cui operato avrebbe potuto fare la differenza: funzionari regionali, banchieri ma anche bancari delle filiali locali, che nel loro piccolo hanno disgregato il tessuto economico di realt\u00e0 produttive con importanti ricadute per tutto il territorio. L\u2019autogol di Banca Marche e il suo fallimento sono probabilmente parte integrante di questa storia. Una responsabilit\u00e0 anche individuale quindi, che non ha saputo porsi con un minimo di etica, n\u00e9 di correttezza professionale, davanti a quello che stava accadendo.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>In questa vicenda non ho incontrato poteri forti, re o tiranni, ma piuttosto piccoli feudatari, ognuno intento ad amministrare ciecamente un piccolo potere, scaricando qualsiasi responsabilit\u00e0. Tutta questa vicenda avrebbe avuto un esito ben diverso se le persone coinvolte avessero fatto scelte diverse, assumendosi ogni volta rischi e responsabilit\u00e0. Se la scelta che fai non ti costa nulla o non ti fa correre rischi, significa che sta pagando o rischiando qualcun\u2019altro. L\u2019autodeterminazione e la capacit\u00e0 di vivere in societ\u00e0 giuste, pacifiche e solidali passano per la responsabilit\u00e0 della scelta.<\/em>\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Luca-Pala-az-11.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5105\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dalla stessa parte<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe dire che, dopotutto, questa storia \u00e8 una normale vicissitudine che riguarda il mondo dell\u2019impresa, abitato da rischi importanti ma anche da grandi benefici economici quando gli attori sanno distinguersi con l\u2019intraprendenza necessaria. Gi\u00e0 questo basterebbe per inserire una nota di simpatia verso chi quell\u2019arroganza (notare l\u2019assonanza con intraprendenza) non \u00e8 in grado di esercitarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa simpatia \u00e8 altres\u00ec illuminante quando serve a riconoscere che gran parte delle strade che possiamo&nbsp;<em>intraprendere&nbsp;<\/em>non sono dettate dal libero arbitrio, ma da una storia funzionale e parzialmente gi\u00e0 scritta dalla classe che domina il momento storico. Cos\u00ec quella simpatia verso le vicende personali si trasforma rapidamente in un senso di \u201cappartenenza\u201d che suona come \u201cstessa parte\u201d della storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi scrive certamente non ha a cuore il futuro dell\u2019imprenditoria nazionale. Piuttosto preferiamo immaginare collettivamente la salvezza umana e materiale di storie come questa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi ultimi anni la rete mutualistica composta dai GAS provinciali, dai mercati contadini e dalle associazioni \u00e8 stata presente ed \u00e8 potuta crescere grazie anche ai momenti di necessit\u00e0. A volte si \u00e8 mossa come una famiglia allargata, a volte con caotica generosit\u00e0. Senza disturbare l\u2019indipendenza di chi vive sulla terra, ha saputo imparare, sostenere, credere, aspettare e riconoscere in quello che c\u2019\u00e8 un valore per tutte e tutti. Gi\u00e0 da alcuni mesi, grazie a un\u2019operazione guidata dal GAS di Fano, \u00e8 stata messa in sicurezza l\u2019abitazione della famiglia Pala con una raccolta fondi condivisa. CIURMA in tutto questo \u00e8 soltanto il progetto pi\u00f9 giovane ma testimonia il desiderio di mettere a disposizione sempre pi\u00f9 strumenti utili alle reti, per aiutare le iniziative di comunit\u00e0 del nostro territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Coltiviamo la sperimentazione dentro le economie solidaristiche, che la scala locale riesce a nascondere a malapena dall\u2019occhio delle tecnocrazie, nella speranza di resistere all\u2019ingordigia del Nulla che avanza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/rivista.edizionimalamente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Luca-Pala-az-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5109\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Progetto mutualistico per un acquisto collettivo dell\u2019azienda di Luca Pala Di&nbsp;CIURMA&nbsp;\u2013&nbsp;Comunit\u00e0 Integrata Urbana e Rurale di Mutuo Appoggio Da Rivista Malamente n. 32, mar. 2024 (QUI IL PDF&nbsp;\u2013&nbsp;QUI IL PDF formato opuscolo) La Ciurma cos\u00ec riunita e le altre intervenute sperano di coinvolgere&nbsp;con entusiasmo ancora nuove amicizie in questa impresa mutualistica a&nbsp;energia circolare ed effetto&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":101013,"featured_media":7485,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[445],"tags":[707,712,160,338,708,711,709,710,713],"class_list":["post-7482","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-progetti","tag-ciurma","tag-cristina-panicali","tag-economia-solidale","tag-gas-pesaro","tag-la-gluppa","tag-luca-pala","tag-pala","tag-pastore","tag-tavoleto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7482","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/101013"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7482"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7482\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7484,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7482\/revisions\/7484"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7485"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/desparma.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}